Catasto delle infrastrutture

Il catasto del sotto e soprasuolo, così come concepito secondo il principio del “digital first”, è prima di tutto uno strumento di coordinamento e trasparenza per la nuova strategia per la banda ultralarga. Il catasto, dunque, non si limita solo a favorire la condivisione delle infrastrutture mediante una gestione ordinata del sotto e sopra suolo e dei relativi interventi, ma diventa il cruscotto che gestisce con efficienza e monitora tutti gli interventi descritti. Abilitando tre diversi tipi di accesso – cittadini, enti gestori delle strade, operatori del sopra e sottosuolo – sarà possibile gestire una comunicazione a tre livelli che metta a disposizione, in formato aperto, tutte le informazioni utili. Per essere efficace, il catasto deve essere alimentato obbligatoriamente dagli operatori di telecomunicazioni ma anche da tutti gli altri soggetti pubblici e privati che possiedono o costruiscono, a qualunque fine, infrastrutture di posa utilizzabili per lo sviluppo di nuove reti in fibra ottica, le amministrazioni locali (comuni e province) e gli enti gestori di servizi (teleriscaldamento, gas, luce, acqua, energia elettrica, etc.). Un sistema informativo nazionale gestito in forma federata, dunque, che offra una mappatura di tutte le infrastrutture abilitanti le varie utility al fine di:

  • Promuovere le iniziative private e pubbliche in corso e in particolare le azioni legate alla presente strategia anche nell’ottica del riuso delle buone pratiche;
  • Monitorare il progresso degli interventi attuativi in corso rispetto al cronoprogramma descritto;
  • Abilitare l’apertura di un “mercato delle infrastrutture” che consenta di evitare la duplicazione di infrastrutture anche per ridurre gli impatti ambientali e i costi complessivi del sistema anche mediante accordi bilaterali sia tra gli Operatori sia tra gli Operatori e gli Enti pubblici;
  • Ottimizzare la progettazione delle infrastrutture a banda ultralarga e migliorare il processo di manutenzione delle stesse;
  • Gestire i permessi in modo efficiente, coordinando gli scavi e massimizzando la condivisione delle infrastrutture;

Implementazione e popolamento del SINFI

La fase di popolamento del SINFI è l’attività fondamentale con cui i gestori di infrastruttura e i titolari delle informazioni relative alle infrastrutture procedono ad estrarre dai loro sistemi di mappatura i dati che, opportunamente trasformati e compilati secondo le specifiche definite, saranno conferiti al SINFI.

Per agevolare la comprensione del modello concettuale (specifica di contenuto SINFI) e semplificare l’implementazione fisica dello stesso è stato predisposto da Infratel e Agid, con il supporto di alcuni operatori, un insieme di strumenti, raccomandazioni e linee guida, alcuni dei quali in continuo arricchimento e miglioramento.

La lettura e l’uso di questi materiali, unita a una pratica basata sulle caratteristiche e potenzialità dei metodi di modellizzazione formale (nella fattispecie la GEOUML), è suggerita come soluzione che permette una veloce progressione nel lavoro di costruzione del sistema SINFI.

Questo approccio metodologico, in linea con le best practice in uso presso buona parte degli uffici regionali e comunali che producono dati territoriali nell’ambito della propria attività istituzionale, oltre a fornire un evidente contributo ai gestori in fase di produzione dati, permette, in conformità alla Direttiva Europea INSPIRE, l’integrazione di dati provenienti da fonti diverse per implementare una infrastruttura condivisa qual è il SINFI.

Vai al sito www.sinfi.it

Per informazioni: info@sinfi.it