Progetto Strategico Banda Ultralarga

Il Progetto strategico banda ultralarga definisce una linea unitaria per l’implementazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’economia digitale del Paese quale:

  • cornice di riferimento per le Amministrazioni Pubbliche, le Regioni e gli Enti locali che decidano di affrontare investimenti in infrastrutture di comunicazioni elettronica;
  • soluzione per ottimizzare le risorse a disposizione garantendo economie di scala;
  • progetto di sistema per uno sviluppo coordinato e interoperabile delle infrastrutture;
  • punto di riferimento per il mercato garantendo a quest’ultimo certezza del diritto e un quadro chiaro e trasparente nella gestione delle risorse pubbliche a disposizione;
  • progetto di sistema capace di attirare gli investimenti privati necessari al suo completamento.

Il Progetto strategico banda ultra larga è stato autorizzato dalla Commissione europea e rappresenta un decisivo segnale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale europea, che riguardano l’accesso a internet per tutti i cittadini “ad una velocità di connessione superiore a 30 Mb/s” e, per almeno il 50% della popolazione “al di sopra di 100 Mb/s”.

Infratel Italia avvia annualmente la procedura di Consultazione pubblica sulla copertura del servizio di banda larga e ultralarga del territorio nazionale in coerenza con le norme in materia di aiuti di Stato (2009/C 235/04 e successive modificazioni) per monitorare i piani impegnativi di copertura del territorio nazionale – già realizzati e da realizzare nel prossimo triennio da parte degli operatori privati.

Tale attività è propedeutica all’attuazione del  Piano Nazionale Banda larga e del Piano strategico per la banda ultra larga per adempiere agli obiettivi comunitari fissati dall’agenda digitale europea (245/2010), permettendo la definizione di una dettagliata mappatura integrata dei piani di copertura del territorio nazionale. Infratel elabora le informazioni fornite dagli operatori interessati stilando la lista delle aree bianche, ovvero quelle aree in cui nessun operatore è interessato a investire nei prossimi tre anni e che, pertanto, dovranno essere oggetto dell’intervento pubblico.

Per garantire maggiore autonomia alle scelte delle Regioni, Province autonome e degli Enti locali sono stati definiti 3 modelli di intervento diversi che riprendono le soluzioni ad oggi prese in considerazione dalla parte pubblica per l’implementazione di reti a banda ultra larga.

Tutti e tre i modelli prevedono il riutilizzo di infrastrutture esistenti di proprietà pubblica e privata (cavidotti e infrastrutture esistenti di operatori o multiutility locali) per i quali è definita l’acquisizione dei diritti d’uso. Nel caso del riuso di infrastrutture esistenti si ricorda che gli obblighi di accesso wholsale non sono soggetti a restrizioni, bensì devono essere garantiti per almeno 7 anni. Il Ministero renderà pubbliche tutte le informazioni relative all’infrastruttura realizzata con fondi pubblici sia a garanzia di massima trasparenza e pubblicità delle iniziative avviate sia per consentire un’applicazione omogenea su tutto il territorio italiano con benefici economici, ambientali – in termini di minor impatto sul territorio e sociali – in termini di riduzione del disagio per la popolazione.

Tali accortezze permetteranno di massimizzare il coordinamento dei lavori civili di scavo necessari per l’implementazione di altre utilities e condividerne i costi che rappresentano – nel caso delle reti in fibra ottica – circa il 70 per cento dell’ammontare totale. Per garantire sia la neutralità della gestione da parte del partner privato, sia la corretta competizione sul mercato, i criteri di selezione del soggetto concessionario devono prevedere l’esclusione di operatori verticalmente integrati che non prevedono una separazione delle attività di commercializzazione dei servizi al dettaglio. Con ciò si intende che potranno essere beneficiari di tale iniziativa non solo gli operatori di telecomunicazioni, ma anche con le utilities, istituzioni finanziarie e Single Purpose Vehicles e/o cooperative di utenti.