Elenco nodi di rete d’accesso BUL collegati con la contribuzione pubblica

 

Infratel Italia – per effetto degli accordi tra Ministero dello Sviluppo Economico e Regioni, in attuazione al progetto Banda Ultra Larga – ha avviato dal 2013 una serie di interventi che prevedevano la realizzazione di una infrastruttura in fibra ottica abilitante l’offerta di servizi almeno a 30 Mbit/s, in numerosi comuni italiani.

Il modello d’intervento era previsto dai regimi di aiuto approvati dalla Commissione Europea e comportava l’individuazione e il cofinanziamento (massimo al 70%) di progetti d’investimento di operatori di TLC in sinergia e complementarietà con quanto già realizzato con appalti pubblici di lavori, ma in questo caso le infrastrutture rimangono di proprietà del beneficiario privato.

I progetti da finanziare, presentati da operatori TLC privati, sono stati individuati mediante procedure di evidenza pubblica. I beni acquistati (apparati attivi e componenti passivi, componenti tecnologici, cavi, etc.), finalizzati alla realizzazione dell’infrastruttura di telecomunicazioni, e la stessa infrastruttura, resteranno di proprietà dell’Operatore Beneficiario, che si impegna, tra l’altro, a garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti realizzate con il contributo. L’Operatore Beneficiario è obbligato ad offrire accesso all’ingrosso ad altri operatori in modo aperto, trasparente e non discriminatorio nei termini ed alle condizioni conformi agli obblighi imposti dal bando di gara e dall’Autorità Garante per le Comunicazioni.

I modelli d’intervento sono stati notificati ed approvati dalla Commissione Europea nell’ambito dei regimi d’Aiuto:

  • Regime di Aiuto di Stato n° SA 33807/2011 approvato dalla Commissione Europea il 24 maggio 2012, prorogato con decisione dell’11 dicembre 2014 (caso SA 38025/2014), fino al 31 dicembre 2017
  • Regime di Aiuto di Stato n° SA 34199/2012 approvato dalla Commissione Europea il 18 dicembre 2012

L’architettura di rete impiegata per le Regioni in cui il beneficiario del contributo è TIM è di tipo FTTCab (Fiber To The Cabinet), con lo sviluppo della rete in fibra ottica primaria fino agli apparati stradali, da installare in affiancamento degli armadi di distribuzione in rame esistenti, con riutilizzo della rete in rame secondaria esistente, e abilitazione ai servizi ultra broadband basati su tecnologia VDSLx.

Per le regioni Campania e Molise sono state infrastrutturate anche zone residenziali e aree industriali, in modalità FTTH (Fiber To The Home) su tecnologia GPON con predisposizione di ripartitori ottici di edificio (ROE).

Guarda l’elenco dei nodi finanziati e la relativa legenda